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News del 6 aprile 2014
La riforma del reato di voto di scambio
 
di Cosimo Maria Ferri
Sottosegretario alla Giustizia
 
Il testo del DDL di riforma del reato di voto di scambio politico-mafioso ora approvato dalla Camera rappresenta il risultato di un importante sforzo congiunto fatto dal governo e dalle principali forze parlamentari. È stato elaborato un testo che costituisce un punto di sintesi e di equilibrio che tiene conto delle problematiche e delle criticità evidenziate nel corso dell’iter parlamentare.
Si è fatto un importante passo in avanti nella lotta alla mafia, riuscendo a coniugare le esigenze di efficienza ed efficacia della macchina investigativa e giudiziaria con quelle di garanzia del diritto di difesa
Infatti, da un lato, la norma approvata punisce lo scambio delle promesse tra il politico ed il mafioso: da un lato, la promessa del mafioso di procurare voti al politico usando i metodi e la forza intimidatoria dell’associazione mafiosa e, dall’altro, la promessa del politico di favorire la mafia con qualsiasi tipo di utilità economicamente valutabile, come ad es. appalti, permessi edilizi e posti di lavoro. È importante aver stabilito che deve essere punito lo scambio delle promesse perché un accordo tra politico e mafioso non solo è in grado di condizionare il voto e di influire sulla competizione elettorale, creando un grave vulnus alla sua regolarità ed alla legittimazione popolare degli organi eletti, ma vale ad instaurare un pericolosissimo connubio tra mafia e politica.
Dall’altro lato, la norma che era stata approvata dal Senato è stata anche opportunamente corretta dalla Camera, in particolare eliminando il riferimento alla condotta consistente nel dare la disponibilità a soddisfare gli interessi e le esigenze della mafia. Si trattava, infatti, di una formula che, essendo assai fumosa, finiva col contrastare con principi cardine del nostro ordinamento quali quello di tipicità e sufficiente determinatezza delle fattispecie penali ed avrebbe causato serie difficoltà di accertamento probatorio, una formula che era potenzialmente fonte di incertezze giuridiche, che avrebbero rischiato di rendere incerto ed inefficace l’esito dei processi ed ondivaga ed arbitraria l’azione della magistratura.
Va comunque chiarito che l’eliminazione del riferimento alla condotta di dare la disponibilità per soddisfare gli interessi dell’associazione mafiosa non è certamente un passo indietro. In primo luogo, io penso che la mafia si combatte con norme chiare e precise che descrivano inequivocabilmente i contorni di ciò che è illecito perché solo con la chiarezza e la precisione si possono avere norme efficaci che, senza mettere in discussione i principi dello stato di diritto, siano in grado di essere effettivamente applicate e di raggiungere risultati concreti, con condanne in grado di reggere anche in cassazione. In secondo luogo, bisogna tener presente che chi, senza essere mafioso, si metterà a disposizione della mafia verrà comunque punito a titolo di concorso esterno in associazione mafiosa quando il suo comportamento avrà effettivamente agevolato la mafia, per cui la pena per il concorso esterno si andrà a sommare a quella per il voto di scambio politico-mafioso. Invece, con il testo che era stato approvato al Senato, se il politico, oltre ad accordarsi con un mafioso promettendogli denaro o utilità economiche, si fosse messo anche a disposizione della mafia, avrebbe risposto solo del reato di voto di scambio e non anche di concorso esterno in associazione mafiosa.
Condivido anche la pena edittale fissata dalla Camera per il voto di scambio, considerato che i reati di associazione mafiosa e voto di scambio presentano un disvalore diverso e quindi devono essere puniti con pene diverse (come ci ha suggerito anche l’autorevole commissione Fiandaca): il primo comporta una partecipazione stabile e continuativa ad una associazione criminale, un inserimento organico nel sodalizio criminale e quindi una vera condivisione delle gravi finalità della mafia, il secondo invece consiste in una condotta limitata nel tempo e nella gravità, circoscritta al momento dell’accordo per scambiare voti e utilità.
Sono in definitiva molto soddisfatto per il testo che è stato approvato dalla Camera e assicuro che il governo seguirà con la massima attenzione l’iter parlamentare anche al Senato, impegnandosi a velocizzare l’approvazione di questo testo che deve diventare legge prima delle prossime elezioni europee ed amministrative
 
Presentazione al Senato del disegno di legge “Norme in materia di omicidio e lesioni personali stradali”
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